In questo nuovo episodio di LORE si parla del grande complotto tra l’Anaheim Electronics e la Federazione Terrestre, culminato nel furto del Sinanju Stein

In questo nuovo episodio di LORE ci spostiamo nell’anno 0094 dell’Universal Century, in una fase di apparente calma successiva alla ribellione di Char Aznable, culminata con la sua scomparsa e la disfatta di Neo Zeon.
Dopo il crollo delle principali forze neo-zeoniane, il conflitto non scompare: si frammenta. Non esistono più fronti definiti né guerre dichiarate, ma una rete diffusa di scontri locali, operazioni clandestine e movimenti paramilitari. È una guerra meno visibile, ma più pervasiva, capace di insinuarsi nella quotidianità di soldati e civili.
Al centro della narrazione emerge anche la crisi della Federazione Terrestre, incapace di trasformare la vittoria militare in una stabilità duratura. La sua autorità appare logorata, mentre l’ideologia di Zeon continua a sopravvivere sotto nuove forme, spesso più radicali e incontrollabili.
Proprio da queste frange radicali nascono le Sleeves (le “Maniche”), nome attribuito dalle Forze della Federazione per via delle elaborate decorazioni presenti sulle maniche dei loro mobile suit. Si tratta di un movimento neo-zeoniano emerso dalle ceneri di Neo Zeon, in particolare dai sopravvissuti della cosiddetta “Newborn Neo Zeon”, guidato dal misterioso Full Frontal, considerato da molti la reincarnazione di Char Aznable. In realtà, dietro la maschera e il carisma del leader si cela un Cyber Newtype alterato fisicamente per rievocare la Cometa Rossa, fino a diventarne una copia quasi perfetta, anche come pilota.
Le Sleeves costituiscono un’organizzazione paramilitare relativamente piccola, con base principale a Palau, ma tutt’altro che isolata: mantengono infatti legami segreti con gruppi di reduci zeoniani, cellule simpatizzanti nascoste sulla Terra e persino con alcuni funzionari governativi e attivisti politici di destra all’interno della Repubblica di Zeon.
Questa rete informale e clandestina è al centro della loro ambiguità politica. Privi di qualsiasi riconoscimento ufficiale e di legami dichiarati con il governo della Repubblica di Zeon, gli Sleeves non vengono considerati una forza militare legittima dalla Federazione Terrestre, che li classifica apertamente come un gruppo terroristico. Proprio questo status, tuttavia, consente loro di stringere accordi vantaggiosi con fornitori di armi. Uno degli eventi più emblematici — che getta ulteriori ombre anche sull’operato di Anaheim Electronics — è il furto di un prototipo: il Sinanju Stein.
Raccontato nel romanzo breve “The War After the War”, pubblicato come bonus della special edition del videogioco di Gundam Unicorn per PS3, il caso è narrato ancora una volta da Harutoshi Fukui e si concentra proprio sul furto del Sinanju, inserito in un complotto ben più articolato che si sviluppa come una vera e propria storia di spionaggio. Il racconto è stato successivamente adattato nel manga in tre volumi “Mobile Suit Gundam UC Bande Dessinée Episode 0”.
Nascita e sviluppo del Sinanju Stein

Il Sinanju Stein nasce all’interno del piano di riorganizzazione delle Forze della Federazione Terrestre noto come “UC Project”. Il termine “Stein” — che in tedesco e norvegese significa “pietra” — richiama l’idea di un “gioiello grezzo”: un prototipo ancora da perfezionare, ma dalle enormi potenzialità.
Sviluppato da Anaheim Electronics, questo mobile suit aveva un obiettivo preciso: testare sul campo le capacità dello Psycho-Frame, un materiale innovativo, leggero ma estremamente resistente, in grado di reagire direttamente alle onde cerebrali del pilota. Per sfruttare appieno questa tecnologia, il Sinanju Stein era dotato di sistema Psycommu e dell’“Intention Automatic System”, che permetteva al mezzo di rispondere quasi istantaneamente ai pensieri del pilota.
Dal punto di vista tecnico, si trattava di una macchina estremamente avanzata: altissima mobilità, propulsori flessibili su gambe e backpack e una straordinaria capacità di manovra anche ad alte velocità. Tuttavia, proprio queste prestazioni rappresentavano anche il suo limite principale: l’accelerazione era talmente elevata da risultare ingestibile per un pilota comune, tanto che gran parte dei test venne condotta in modalità automatica per spingere al massimo il potenziale del Psycho-Frame.
Il furto della macchina

Proprio in virtù di queste capacità, Anaheim Electronics, alcuni alti ufficiali della Federazione e i resti di Neo Zeon siglarono un accordo segreto. L’obiettivo era semplice quanto inquietante: potenziare artificialmente l’arsenale di Neo Zeon per provocare un nuovo incidente e innescare un conflitto che avrebbe giustificato l’impiego dell’UC Project per eliminare definitivamente la minaccia.
Il 14 giugno dell’U.C. 0094, Anaheim e la Federazione organizzarono un trasporto con due container, uno dei quali conteneva il Sinanju Stein. Dopo aver lasciato Side 1, il convoglio era diretto all’impianto Anaheim su Granada. Il trasporto era affidato all’incrociatore classe Clop Unkai, scortato dalla nave gemella Ra Dels.
Il piano prevedeva di inscenare una battaglia simulata per sottrarre il carico, ma la situazione prese una piega imprevista quando il complotto venne scoperto da Carlos Craig, agente dell’intelligence federale. Dopo aver perso la famiglia, l’uomo era deciso a vendicarsi della Federazione e a smascherarne le macchinazioni. Decise quindi di sabotare il piano, rivelando tutto a Dakota Winston, comandante di una squadra di mobile suit imbarcata sull’Unkai. A bordo di un Prototype Stark Jegan, i due riuscirono a trasmettere la verità agli equipaggi delle navi.
Ciò che nessuno aveva previsto, però, fu l’arrivo sul campo di battaglia di Full Frontal.
Alla guida di un Geara Doga rosso, il leader eliminò le unità presenti con precisione chirurgica, per poi salire a bordo dell’Unkai e impossessarsi del Sinanju Stein. Quella che doveva essere una simulazione si trasformò rapidamente in uno scontro reale, in cui tutti i testimoni — inclusi Carlos e Dakota — persero la vita, sopraffatti dalle prestazioni del mobile suit.
Dopo un confronto con Alberto, infastidito dall’escalation di violenza, Full Frontal compì l’atto più estremo e definitivo della sua ascesa come nuova Cometa Rossa: affondò sia l’Unkai che la Ra Dels, cancellando ogni possibile testimonianza.

L’incidente del Sinanju Stein rappresenta uno degli esempi più chiari di ciò che “The War After the War” intende raccontare: la guerra non solo continua dopo la sua fine ufficiale, ma viene deliberatamente mantenuta in vita.
Dietro lo scontro tra la Federazione Terrestre e i resti di Neo Zeon non si cela più soltanto un conflitto ideologico, ma una vera e propria regia politica. Il piano per consegnare il Sinanju Stein al nemico dimostra come la Federazione sia disposta a manipolare l’avversario, alimentandolo artificialmente per giustificare la propria esistenza e le proprie operazioni militari.
Full Frontal incarna perfettamente questa ambiguità: non è solo un leader militare, ma un simbolo costruito per colmare il vuoto lasciato da Char Aznable. Il suo gesto finale gli consente di controllare la narrazione della guerra, gettando le basi per il conflitto che seguirà nella ricerca dello Scrigno di Laplace.
Fonti consultate: Manga di Mobile Suit Gundam UC Bande Dessinée Episode 0

